Workshop “La narrazione fotografica” – presso Deaphoto (Firenze)

Locandina workshop "La narrazione fotografica" presso DeaPhoto di Firenze

Locandina workshop
“La narrazione fotografica” presso DeaPhoto di Firenze

 

Il “Racconto Fotografico” – a differenza del Reportage il quale comporta il più delle volte una mera documentazione di fatti e/o eventi – supera il semplice concetto di serie di fotografie per comunanza di Temi o di Argomento e quello stesso di Illustrazione per fotografie, in quanto il racconto fotografico ha nella sua specificità la forza di compenetrare le fotografie l’una nell’altra che, pur mantenendo il significato e la forza narrativa della singola immagine, conserva ed esalta la sua forza esprimente per il solo fatto di connettersi alle altre in una sequenza narrativa e strutturata. Il Workshop ha lo scopo di fornire Basi di Metodo – prima ancora che di Forma – per la capacità di ragionare in Narrazione: dalla progettualità alla creazione del Racconto; dall’approccio fotografico all’edit delle “immagini funzionali”. Il lavoro didattico si sviluppa in una costante condivisione di dialoghi e pensieri, permettendo ai partecipanti di sviluppare un percorso proprio, secondo le singole inclinazioni e le singole capacità.

Sono aperte fino a Martedì 1 Aprile le Preiscrizioni (gratuite e non impegnative) al Workshop “La narrazione fotografica” a cura di Gabriele Orlini.
Il Workshop si svolgerà Sabato 5 e Sabato 12 Aprile dalle 15 alle 19 presso il Gav del Q.3 del Comune di Firenze, (Via Gran Bretagna 48) e avrà come obbiettivo l’assegnazione e la realizzazione di racconti fotografici individuali da parte di ciascuno dei partecipanti al workhsop e la loro pubblicazione in un Multimedia fotografico sul sito Deaphoto.
Attestato di Frequenza per tutti i partecipanti.

 

Contatti
Telefono: +39.055.0517721
Cellulare: +39.338.8572459
Web: www.deaphoto.it
Emaildeaphoto@tin.it

Il progetto fotografico [Masterclass]

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Il Progetto Fotografico

Dalla costruzione dell’idea alla scoperta del proprio stile

La Fotografia come una forma di espressione legata alla personale percezione del mondo e di ciò che in esso è contenuto, una rappresentazione soggettiva della realtà in cui esperienza e cultura si fondono insieme per definirla.
Se solleviamo – e quindi liberiamo – la Fotografia dal ruolo di mera produzione di immagini, a colori o in bianco e nero che siano, diventa chiaro come la capacità di mettere a fuoco la propria visione interiore abbia bisogno di essere ammaestrata per tradursi in una narrazione conscia e caratterizzata da uno stile creativo personale.

Obiettivo della Masterclass è proprio quello di fornire le linee guida fondamentali per mettere ogni partecipante in grado di identificare e sviluppare un’idea, costruirne la storia e tradurla in un progetto fotografico: dalla comprensione del linguaggio allo scatto, dalle fasi di selezione ed editing alla presentazione e promozione del lavoro.

La Masterclass, tenuta da Gabriele Orlini,  si suddivide in cinque incontri, tre di gruppo e due individuali, di durata variabile in relazione agli argomenti trattati.
Gli incontri di gruppo sono dedicati a concetti teorici e rappresentano un’occasione di discussione e approfondimento collettivo; quelli individuali, invece, sono pensati per seguire da vicino lo sviluppo del progetto, dalla verifica della sua coerenza con l’idea iniziale al photo editing finale.

L’autore del progetto ritenuto meglio realizzato, coerente nella forma e nell’idea iniziale, avrà diritto a un grant finalizzato alla copertura del costo di un workshop di Gabriele Orlini, da tenersi in Italia o all’estero.

dal progetto "Christian settlers in Assam" - India, 2012

dal progetto “Christian settlers in Assam” – India, 2012

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Lo sguardo in BW [Workshop]

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Man at the Recoleta Cemetery
- Buenos Aires © 2013 Gabriele Orlini -

LO SGUARDO IN BIANCO E NERO – Workshop di fotografia

Da sempre la fotografia in bianco e nero suscita un fascino molto particolare.
Sarà per la mancanza di elementi distraenti, o per la pulizia degli elementi, o per mille altre ragioni, compresa – a volte – una vena di nostalgico romanticismo che il colore non sempre è in grado di dare.

Il bianco e nero nella fotografia è molto più che una mera assenza del colore. E’ esaltazione di un messaggio che sta al di là del cromatismo. Rappresenta l’essenza stessa della Fotografia, la forza delle ombre svegliate dalla luce.

“Lo sguardo in Bianco e Nero” - workshop di fotografia in Bianco e Nero, a numero chiuso e della durata di un weekend, si sviluppa nei seguenti argomenti:

Programma

Sabato 8 febbraio

  • Imparare a guardare in Bianco e Nero al fine di educare lo sguardo
  • La Composizione con assenza di colore
  • Leggere le ombre e capire la luce
  • Sessione si scatto in “street

Domenica 9 febbraio

  • Analisi degli scatti realizzati
  • Workflow per lo sviluppo digitale del Bianco e Nero
  • Conversione e post-produzione in camera chiara

I partecipanti potranno presentare un proprio progetto o portfolio in bianco e nero precedentemente realizzato al fine di ottenere una disamina ragionata.
Il workshop – a numero chiuso - è tenuto da Gabriele Orlini

Date e orari

  • sabato 08 febbraio: dalle 09.00 alle 18.00
  • domenica 09 febbraio: dalle 09.00 alle 17.00

Il workshop si terrà a Trieste. Il luogo verrà comunicato più avanti.

Costo

Verranno accettati un massimo di 15 partecipanti

Iscrizioni

Compila il modulo online oppure invia una email a gabriele@orlini.biz

Les chasseurs de Mfan (Video)

La prima volta che incontrai la (vera) Africa – o lei incontrò me –  fu nel 2010 in Cameroun.
Arrivammo nell’aeroporto della capitale Yaoundé alla sera tardi, senza bagagli, in quanto persi durante uno scalo tecnico a Douala. O almeno così sembrava, perché dopo aver distribuito qualche dollaro ad un zelante addetto dell’aeroporto, i bagagli erano nuovamente nelle nostre mani.
Passammo la notte nella capitale e dormimmo in una stanza di pochi metri quadrati posta sopra un bordello. Ma l’ambiente era comunque tranquillo, certo non pulito, ma sufficiente per quella notte.

L’indomani, dopo aver speso quasi due ore nel traffico della capitale imboccammo la nazionale N10 in direzione di Akonolinga, un agglomerato urbano di qualche migliaio di abitanti, fermandosi spesso a qualche posto di blocco per pagare il pedaggio a qualche capo villaggio locale o qualche militare senza stipendio.
Entrammo nella piazza ad Akonolinga nel pomeriggio ed imparai subito che le distanza in Africa si misurano in tempo e mai in km: unità di misura assolutamente inutile quando gli imprevisti si possono considerare serenamente “previsti”. La seconda cosa che imparai: non sai mai quando parti e tantomeno quando (e se) arrivi.

Nel tempo che passai ad Akonolinga abbi modo di stare con una famiglia nel villaggio di Mfan ai bordi della foresta, lungo una strada costruita dai francesi in epoca coloniale per il passaggio della linea telefonica (mai realizzata). Gli abitanti di Mfan vivono di caccia, pesca, e agricoltura; senza dimenticare alcune piccole professioni, guaritori compresi.
La caccia era circoscritta a piccole prede che abitano la foresta e la savana quali: ratti, piccoli roditori, e via dicendo. E quando le cose vanno bene potranno a qualche antilope, che venduta al mercato della vicina Akonolinga (circa 20 km) servirà alla famiglia per comprare attrezzi, sementi, e quant’altro per mantenere il ciclo delle cose.

A distanza di anni ho voluto riprendere in mano il reportage “Les chasseurs de Mfan” e trasformarlo in un filmato inserendo anche delle clip video inedite e rivedendo pure la selezione delle fotografie realizzate.

Les chasseur du Mfan (Cameroun) from Gabriele Orlini on Vimeo.

Alcune immagini del reportage “Les chasseurs de Mfan” le trovate qui

 

“Io Sono Africa” in mostra al WSP (Roma)

Lulua River - Prov. du Katanga (RD Congo 2011)

Lulua River – Prov. du Katanga (RD Congo 2011)

L’Associazione Culturale WSP Photography presenta Io sono Africa di Gabriele Orlini.

Si inaugura sabato 23 novembre alle ore 19:00 la mostra fotografica di Gabriele Orlini. “Io sono Africa” è una storia, fatta da Attimi, Momenti, Persone, e Luoghi. Diversi tra loro ma indissolubilmente legati da sottili fili invisibili ed indivisibili. Non è il racconto dell’Africa ma una storia dove tanti sono i protagonisti, legati tra loro da un filo indissolubile. È una storia fatta di uomini e di un solo uomo, Mondele, di alberi secolari, donne, fiumi che scorrono da millenni, colori e pioggia. È la storia di una malattia che non trova medicina. È la storia di una Terra che ti entra dentro e di chi quella terra la vive e la consuma.

Insieme a Gabriele parleremo della sua Africa e del suo lavoro di reportagista visionando insieme alcuni dei suoi lavori più importanti.

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La mostra sarà aperta fino al 13 dicembre 2013, dal lunedì al sabato (escluso martedì) dalle 19:00 alle 23:00. Ingresso riservato ai soli soci ENAL 2013. È possibile tesserarsi il giorno stesso dell’evento.
Costo della Tessera ENAL annuale 2013 3 euro.

 

Raccontare per Immagini [Workshop]

Bahia Blanca, Argentina 2013

Bahia Blanca, Argentina 2013

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA NARRATIVA

Mettere a fuoco lo sguardo sul quotidiano per imparare a raccontarlo attraverso le proprie visioni.
Concentrasi sul punto di vista, perché l’usuale possa diventare insolito e il banale interessante.
Il fotografo, nell’atto di raccontare, diventa un selezionatore di visioni, e gli scatti sono l’azione di muoversi nello spazio e nel tempo.
Il racconto fotografico ha la forza di unire i singoli scatti, mantenendone il loro significato e caricandoli di una potenza narrativa ancora maggiore.

Argomenti del workshop

  • Creazione dell’idea
  • Comunicare il proprio stato d’animo
  • Essere l’immagine
  • Ritmo e sequenza

Ogni partecipante al workshop avrà occasione di sviluppare un tema personale finalizzato alla realizzazione di un progetto fotografico completo.

Il workshop – a numero chiuso – è condotto da Gabriele Orlini si pone l’obiettivo di valorizzare ed accrescere le capacità narrative di ogni autore, lavorando sulla progettualità di un Racconto Fotografico fino alla sua realizzazione

Date e orari

  • venerdi 29 novembre: dalle 19.30 alle 21.30
  • sabato 30 novembre: tutto il giorno dalle 09.00
  • domenica 01 dicembre: dalle 09.00 alle 17.00

Il workshop si terrà in via Fabio Severo 31, Trieste

Costo

Verranno accettati un massimo di 10 partecipanti

Iscrizioni

Compila il modulo online oppure invia una email a gabriele@orlini.biz

“La pietà” – 2° prize BestSelected

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Sala operatoria – Ntita Village – Kapanga (DR Congo), 2012

La Pietà
Platone configurava la morte come “…nuova vita dell’anima”, come inizio di un altro ciclo. Ogni cosa ha inizio nel momento esatto in cui si trasforma in altro, cambia il corpo, l’involucro, mantenendo il più delle volte lo spirito, la sostanza, l’anima stessa. Il concetto di morte, quindi, diventa essa stessa Inizio negando il significato più comune del termine e portando ad un livello più alto il senso stesso della vita.

Si è svolto il 1° Contest Bestselected riservato ai fotografi selezionati dalla Redazione di Bestselected avente come tema: “INIZIO“, nelle sue varie accezioni ed interpretazioni.

“I curatori di Bestselected hanno l’intenzione di proporre un confronto attivo e stimolante tra tutti i partecipanti chiedendo loro di esprimersi con il proprio stile fotografico e personalissimo su particolari temi selezionati e proposti alla loro attenzione nel corso dei prossimi mesi. Il contest Bestselected vuole costituirsi come un contest “impegnativo” dal punto di vista artistico-fotografico e mai banale avente lo scopo di testare così a fondo le abilità ed il talento dei fotografi selezionati nelle proprie pagine….” (fonte BestSelected.it)

La fotografia sopra è stata realizzata nella Repubblica Democratica del Congo (2012), all’interno di un centro sanitario gestito dalle suore missionarie Salvatoriane e si è aggiudicata il secondo posto nel Contest vinto da Nicola Fanini.

 

Non siamo i figli di Bresson…

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Non siamo i figli di Cartier Bresson

Fotografia: come ben sappiamo il suo significato è letteralmente “scrittura con la luce” (composizione delle parole greche phôs – luce e graphè – grafia); e con il termine Fotografia si va a indicare sia la tecnica o il processo quanto l’immagine realizzata e, per sua estensione, il supporto che la contiene. Non viene fatta altresì una distinzione, in termini puramente lessici, tra una Fotografia realizzata per mezzo di emulsione chimica e quella ottenuta per mezzo di un sensore digitale. La Fotografia, dopo quasi due secoli di vita, ancora non fa alcuna distinzione etica tra analogico e digitale, tra reflex, mirrorless o smartphone.

Ma la Fotografia definisce semplicemente il concetto di base (scrivere con luce) e non si preoccupa di come questo avvenga e, sopra ogni cosa, non si preoccupa affatto di “cosa viene fotografato e come”. Questo compito viene relegato al Fotografo che ha la piena responsabilità dell’immagine realizzata.

Quanto definito sopra ha il solo compito di esporre una delle diatribe oggi molto in voga: l’utilizzo spasmodico delle nuove tecnologie in campo fotografico; per farla breve: tutto quello che viene realizzato per mezzo di smartphone. Firme molto autorevoli nel gota della fotografia in Italia danno sfogo alle loro capacità analitiche e di competenze circa l’etica nell’utilizzo dei photofonini nel proporre contenuti anche in termini giornalistici alle redazioni dei (pochi) giornali ormai interessati alle pubblicazioni, additando che “mai e mai è da considerare etico una immagine realizzata per mezzo di automatismi digitali e software in grado di alterare senza controllo colore e atmosfera” (cit.)

Personalmente ritengo che questa sia una visione quantomeno semplicistica del problema – se di problema si tratta. Sarebbe come dire che, per poter esser presa in considerazione (da chi poi?) una fotografia debba per forza essere realizzata attraverso mezzi idonei all’etica della fotografia stessa senza però definire quali siano questi mezzi. Ogni persona di buon senso, credo, avrebbe non poche difficoltà nel creare questo tipo di distinzione.

Forse una risposta, seppur non conclusiva, ci viene data dal colosso per credibilità nel panorama della fotografia mondiale: il 1 giugno scorso, la Magnum Photos – agenzia delle agenzie -, ha ufficializzato la nomina di un ragazzotto statunitense di nome Michael Christopher Brown, fotografo eclettico, ottima preparazione accademica, di professione reporter.
Un curricula come tanti altri professionisti ma, a differenza di tanti altri suo colleghi, ha dimostrato un’innata apertura verso stili e tecnologie alternative nel moderno giornalismo.

Michael Christopher Brown, oggi, utilizza prevalentemente uno smartphone per i suoi servizi di reportage, e nello specifico fa uso di Hipstamatic come software di cattura delle immagini.
Alla Magnum questa cosa è piaciuta, le sue fotografie sono straordinarie, narrano storie nude e crude, hanno uno stile personale frutto di esperienza e – forse molto importante – sono comunque il frutto del tempo in cui vivono, quindi, anche per questa ragione, di facile lettura anche per i non addetti ai lavori.
Ma nonostante questo c’è ancora chi nel gota della fotografia considera (giustamente, a sua opinione) la fotografia realizzata per mezzo di smartphone “…un progetto di social marketing altamente tossico per l’educazione all’immagine fotografica.” (cit.)

Ecco, forse, questa ultima considerazione potrebbe introdurre un argomento che mi è sempre piaciuto considerare “l’argomento” nella fotografia: il suo contenuto.

Cosa la fotografia esprime, cosa e se la fotografia racconta, rappresenta, informa, emoziona, documenta, denuncia, illustra, e via discorrendo.
In questi ultimi tempi dove la poesia della pellicola è stata completamente sovrastata dalla naturale dimensione del digitale, quando la fotografia è ufficialmente considerata un fenomeno di massa, ciò che più emerge anche nelle immagini professionali e amatoriali è troppo spesso la pochezza o la mancanza di Contenuti.

La mia personalissima opinione, da essere pensante e da fotografo, è che nel momento stesso in cui una Fotografia viene considerata nel fine dell’apparecchio che l’ha realizzata e non sul suo (eventuale) contenuto allora avrà luogo il fallimento della Fotografia stessa, nella sua definizione di “scrittura con luce” e potremo iniziare a parlare esclusivamente di “realizzazione di immagini”.
Tutti noi, che non siamo i figli di Cartier Bresson ma del tempo nel quale cresciamo, forse dovremmo iniziare ad augurarci “Buone idee” e non “Buona Luce” perchè la luce…bè, quella è ormai scontata ;-)

Testo di Gabriele Orlini, pubblicato sull’editoriale del Trieste Photo News, anno XXV n.1 sett/ott 2013

Selezionato per i Best Selected

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Ricevo con grande piacere la notizia che la Redazione di Best Selected mi ha accolto nella loro selezione di fotografi.
E’ per me motivo di vanto e  gran gioia entrare a fare parte di questa vetrina e colgo qui l’occasione per ringraziare tutto lo staff.

Dal loro sito:
“BestSelected è un progetto che nasce di getto , dall’amore per la fotografia di qualità dalla volontà di premiare, distinguere ed evidenziare quei fotografi amatori disseminati nella rete ,presenti con le loro opere nei vari social network e community di fotografia, molto spesso soffocati , confusi con e nella massa di mediocrità fotografica.BestSelected non è un social o una community , è una vetrina, una galleria di opere di quegli artisti che fanno fotografia di qualità , una fotografia di personalità ed emozione con precisi intenti artistici; fotografi insomma che hanno da dire qualcosa, le cui opere sono manifestazione di una sensibilità sviluppata, individuale e unica.

In BestSelected sono quindi selezionati e proposti i fotografi migliori presenti nelle rete con la possibilità di ammirare le loro opere più rappresentative; BestSelected è uno spazio , una galleria nella quale gustare fotografia di qualità in maniera immediata di coloro che potrebbero in futuro diventare i nuovi Giacomelli,Scianna, Fontana.
BestSelected è la giusta e meritata evidenza che questi artisti-fotografi si meritano.”

Queste le motivazioni pubblicate da Best Selected sulla mia accettazione:
“E’ un grande onore per il progetto Bestselected ospitare nelle proprie pagine le fotografie di Gabriele Orlini; immagini di uno smisurato spessore comunicativo ed emozionale che riescono ad imprimersi forti nell’animo facendo scaturire interrogativi, angosce, riflessioni, profonde analisi di coscienza. Nei suoi progetti il fotografo mostra l’Uomo, la Vita; documenta, denuncia quelle situazioni ad alta emergenza sociale ed umanitaria che non trovano spazio e la rilevanza appropriata: vite ed esistenze sofferenti dimenticate e molto spesso ignorate volutamente.
Gabriele è un professionista che produce reportages di altissimo livello e di qualità professionale, caratterizzati da un realismo crudo e mai artefatto: sembra infatti che lo sguardo del fotografo non disturbi ed interferisca in nessun modo con l’autentico e il naturale scorrere delle esistenze dei soggetti ritratti; nei suoi lavori non c’è nulla di programmato o concordato, solo la vita, la realtà nuda e vera. In ogni singolo fotogramma Gabriele cattura Significati riuscendo nella straordinaria impresa di trascinare l’osservatore nella vita e nel mondo delle persone ritratte in ogni parte del pianeta. Uno sguardo così alle sue fotografie ed ai suoi nobili progetti permette infatti a noi osservatori di tuffarsi in quel tumultuoso fiume che è l’esistenza umana e percepire così, anche solo per un momento, l’essenza di vite e realtà altre lontane dal nostro privilegiato “mondo”.

Vai alla pagina di Best Selected

 

 

“Storie Minime” al 35th Zagreb Salon (Croatia)

Ricardo, 46 years old, the guardian of the gates  (Patagonia, 2013)

Ricardo, 46 years old, the guardian of the gates (Patagonia, 2013)

 

E’ camminando che si fa il cammino“, scriveva A.Machado.
E la Patagonia è il posto giusto per “camminare”.
Per perdersi nelle certezze.
Storie Minime è la tappa di un cammino.
Un incontro di Uomini.
Che respirano quella Terra.
Il racconto “Storie Minime“, realizzato nella Patagonia argentina nel mese di febbraio 2013, viene esposto presso il Fotoklub Zagreb nel contesto del 35th Zagreb Salon – International Exhibition of Photography 2013  con una inaugurazione al 23 aprile 2013.

 

Sponsor: 35th Zagreb Salon - International Exibition of Photography

35th Zagreb Salon – International Exibition of Photography

 

Il Racconto Fotografico [Workshop]

Rio Gallegos - Patagonia (AR), 2013

Rio Gallegos – Patagonia (AR), 2013

 

Il workshop “Racconto Fotografico – dall’approccio alla costruzione” è un percorso didattico finalizzato alla creazionedi una consapevolezza e di metodi oggettivi/soggettivi propri per la realizzazione di Racconto o di una Narrazione Fotografica, che si distingue dal Reportage per le sue diverse esigenze di: verità, obiettività, spontaneità, fatti e notizia.

Verranno illustrate le basi di Metodo – ancor prima che di Forma – per la capacità di ragionare in Narrazione, dalla progettualità alla creazione del Racconto; dalla creazione dell’Idea, alla scrittura del Soggetto; dall’approccio fotografico all’editing delle “immagini funzionali”.

Il workshop, tenuto da Gabriele Orlini, è organizzato dalla Associazione Fotonordest e si svolgerà nel weekend del 05-07 aprile 2013 a Trieste presso la sede di Fotonordest in Via Mazzini 30

Info ed iscrizioni

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“Beach…boys” a Puerto Madryn (ARG)

Passeggiando sul lungomare di Puerto Madryn, chilometri di spiaggia accompagna la città al mare, e le genti lasciano che i loro pensieri vengano cullati dal vento dell’oceano.

Il progetto “Beach…boys” è stato realizzato nel mese di febbraio 2013 a Puerto Madryn, Patagonia (Argentina)

 

“Storie Minime” (Patagonia, 2013)

Walking becomes the road”, wrote A. Machado.

And the Patagonia is the right place to walk, to lose themselves in their own certainties and take for themselves the right of their doubts.
Minimum histories is the stage of a journey, an meeting with the Men who breathe the land at the end of the world.
Stories told with a Mate in hand, sharing the sacred drink of the Argentine hospitality, in the long evenings of the Patagonian pampas.
Simple men, anachronistic in certain cases, but absolutely current.
Minimum histories, as a narrative, telling the story of each and every one of these stories are the stories of all of us, our fears that are raised in each covered with a dark night sky with stars endless; of our dreams and thoughts of the future that every sunrise take light to hole up behind a new Moon.

Is a story about Thomas, 24 years old, who comes from the far Cornwall to Patagonia to feel less alone, and leave the horses his thoughts.
Is a story about Ricardo, 46 years old, the guardian of the gates of the land where life is made and consumed.
Are also the stories of Javier, Bernardo, and Santiago; small stories as the reality of their sheep and their little eyes.
Minimum histories was made in a single day in the area of El Calafate, Patagonia (Argentina) in the February 2013.

Il progetto “Storie Minime” è stato realizzato nel mese di febbraio 2013 nella zona di El Calafate, Patagonia argentina.
In merito ai Premi ed Esposizioni di questo progetto vai sulla pagina dei BluePress

Storie Minime | Minimal Histories from Gabriele Orlini on Vimeo.

Invito del Gruppo Fotografico ANTENORE – BFI

Meghalaya, India 2011

Progetto “La dimora delle nuvole” – Meghalaya, India 2011

E’ con grande piacere che colgo l’invito del Gruppo Fotografico Antenore (BFI) di Padova per una serata d’autore all’insegna della fotografia.
Una piacevole occasione per rivedere buoni amici, ottimi fotografi, parlare di passioni comuni.

In questa serata presenterò, in anteprima, alcuni lavori realizzati in Argentina (sono appena rientrato dopo un mese in Patagonia) e per la prima volta al pubblico un progetto realizzato nell’estremo nord-est dell’India negli stati di Megahalya e Assam: “La Dimora delle Nuvole”

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ORGANIZZA E INVITA ad una SERATA STRAORDINARIA di FOTOGRAFIA con GABRIELE ORLINI – autore dell’anno FIAF – FVG  2011

 martedì 12 Febbraio 2013  alle ore 21

 a PADOVA nella Sala Nilde Jotti del Quartiere 3-Est
(Zona Forcellini, Via Prosdocimi n.2/a – sopra Supermercato Ali’)

“Mganga, la curandeira” – Woodo in Tanzania

Il mganga (guaritore) è venerato in molte comunità e i prodotti della medicina tradizionale sono ampiamente disponibili nei mercati locali.
In parte la profonda fiducia in questo tipo di cure deriva dai costi elevati della medicina convenzionale di stampo occidentale, dalla mentalità e dalle credenze dominanti nella cultura tanzaniana, ma è innegabile che qualche volta funzioni.
Anche se alcuni rimedi tradizionali sembrano efficaci contro la malaria, l’anemia falciforme, l’ipertensione e determinati sintomi dell’AIDS, la maggior parte dei guaritori tradizionali impara la propria arte dall’esperienza, perciò la formazione (e quindi l’applicazione delle conoscenze) è spesso inconsistente e lacunosa.
L’Institute od Traditional Medicine Muhimbili Medical Centre di Dar es Salaam è il principale centro che cerca di affrontare i problemi derivati da tale situazione.
L’Organization of African Unity ha dichiarato il decennio 2001-2010, decade della medicina tradizionale in Tanzania e nel continente africano. (Mary Fitzpatric)

Il guaritore tradizionale risulta quindi un elemento centrale nella cultura africana; tanto che le loro cure, specie in alcune zone del continente, risultano di gran lunga più importanti che quelle della medicina moderna, anche se – a volte – i loro dettami seguono una vena macraba. Basti pensare che in Tanzania, ad esempio, molti credono che le parti del corpo delle persone albine abbiamo poteri curativi e magici, tanto da creare delle vere e proprie cacce all’uomo, per rivendere ossa e parti del corpo per svariate centinaia di dollari.

Il progetto Mganga è stato interamente realizzato nella zona di Namiungo (South Tanzania)

Intervista su E-Photoreview

Click for the interview

Video intervista a cura di Giulia Filippini di E-Photoreview, il Photography Blog fondato da Enrico Bossan

Il progetto “9 Lune” si sofferma solo su uno degli Effetti Collaterali dell’abuso sulle donne in Africa: la maternità di un figlio non cercato, ma egualmente accettato dalla società tribale di appartenenza.
Un “figlio di nessuno” come la maggior parte dei figli che alimentano una comunità priva di uomini e piena di donne, sempre più spesso considerate come “merce a disposizione” anche per gli equilibri socio-culturali del villaggio.
9 Lune si sofferma sul “silenzio”, sulla “assenza”, sulla non-presenza dell’uomo fisica ma oppressione mentale del maschio artefice, al tempo “comparsa ” e non “attore”; figura nascosta ma presente; e mai responsabile.

 

“Io Sono Africa” su IlFotografo n.243/12

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Il progetto “Io Sono Africa”  viene pubblicato sul numero 243/12 del mensile IL FOTOGRAFO, Sprea Editore con i testi di Laura Marcolini

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voce di un Mondele, un Uomo Bianco

Ti si confonde l’apparato circolatorio con questo dedalo di meandri, contorti come alveoli del cervello – reti metalliche e grovigli, somigliano alla memoria – ognuno con una storia da nascondere o da sciogliere, lì appena dietro una garza sospesa tra il volto e il soffitto appeso, appesa tra i volti e le pareti.

Non sai più se sono radici o capelli quelli che affondano in acqua, e in cielo – nel cielo da dove viene più acqua che in qualsiasi Africa immaginata. Il cielo delle fronde folte, dei tronchi secchi come le tue croci. E non sai più se sono nodi di rami o intrecci di capelli quelli che vedi neri sotto le nubi fumose.

Ci sono più segni per terra e più segni sull’acqua che sulla lavagna, dove non passa la storia dei tuoi passi, ma quella dei passaggi degli stranieri sulla tua terra.

Un gorgo nel fiume lento come il sonno. Una corsa nelle erbe alte, taglienti. Un salto e un sacco pesante sulla tua testa, l’acqua rispecchia altra acqua e l’albero cresce dalle tue spalle, dissodate presto dalla vita di cui tuo padre ti ha lasciato storto il vincastro.
(testo di Laura Marcolini – Il Fotografo, Sprea Editore)

 

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Scarica il PDF della publicazione: IF243_cover_PortfolioLucinico

 

Primapersona n.26 – Oltre l’Africa

Soldati bambini, DR Congo 2011

Bambini soldato, DR Congo 2011

 

diario_featuredLa Fondazione Archivio Diaristico Nazionale Onlus ha pubblicato nel numero 26 di Primapersona – Oltre l’Africa alcuni delle immagini realizzate per il progetto “Bambino Anch’io“.

 

 

Abstract della pubblicazione Primapersona – Oltre l’Africa:

copertinaPP26“Nei secoli l’Africa è sempre stata il terreno di scontri e di convivenze forzate, che hanno generato violenze e che hanno mantenuto il continente in uno stato di potenziale esplosività, come testimoniano i fatti recenti della Primavera Araba. Il numero 26 di Primapersona vuole invece scoprire il continente africano come il cuore dell’incontro culturale. Un incontro che segue due direzioni: da un lato quella degli emigranti che sbarcano a Lampedusa, ad esempio, di cui darà conto il contributo di Gianluca Gatta o che costruiscono narrazioni per richiedere asilo allo Stato italiano, come ci spiega Barbara Sorgoni; dall’altro quella degli italiani che in Africa ci sono andati da colonizzatori e oggi ci tornano per progetti di cooperazione. Verranno pubblicati testi autobiografici di italiani espulsi dal regime di Gheddafi, a cui farà da contraltare l’intervista a Stefano Liberti, autore del film “Mare chiuso”, che parla dei respingimenti di migranti nel Mediterraneo. Di grande interesse l’autobiografia inedita di un capo Asante risalente al XVII secolo presentata da Mariano Pavanello e l’analisi antropologica degli scritti di Leiris sulla “Missione Dakar-Gibuti”. Il contributo sul museo di Fort Apollonia in Ghana ci fa, poi, entrare nella dimensione dialogica dell’incontro culturale, in cui gli antropologi raccontano il loro lavoro sul campo e i nativi rappresentano il loro rapporto con la Missione Etnologica Italiana. L’Africa è “un pianeta sconosciuto”, secondo Conrad, citato nella rubrica “Il grande classico”, che si può capire soltanto se ci si mette in ascolto. (Anna Iuso)

La pubblicazione contiene le fotografie anche di: Andrea Polzoni, Antonella MonzoniGabriele OrliniGiovanni PresuttiStefano Giogli, Loris Savino, Daniele Cinciripini

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Soldati bambini, DR Congo 2011 

 

“Io Sono Africa” a Oltre_12 la fotografia (Varese)

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Biandronno, Settembre 2012

Grandi fotografi, una cornice prestigiosa, appuntamenti live sono gli ingredienti di un evento unico dedicato al mondo della fotografia
Oltre_12 la fotografia, Villa Borghi, Biandronno (VA) – dal 16 al 25 novembre 2012.

Più di 100 opere, trovano spazio in un evento culturale che presenta la fotografia e il suo potere comunicativo a 360°.
Accanto ai lavori di tre fotografi noti a livello nazionale –Bruno Taddei, Valentina Cusano, Andrea Carrubba - verranno infatti proposti contributi di autori Gabriele Orlini, Giancarlo Rado e Lorenzo Zoppolato, già premiati nell’ambito dell’iniziativa “Portfolio a Lucinico” (GO).

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Video promo:
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“9Lune [mAma]” – Woman abuse

“La violenza sessuale è una realtà allarmante in molti paesi mondo. Ciò è particolarmente vero nella Repubblica democratica del Congo (RDC), in cui i conflitti armati, l’impunità e la povertà contribuiscono ad un contesto di violenza generalizzata. Nel Nord Kivu, si stima che i due terzi delle donne abbiano subito violenza sessuale.” - HEAL Africa Report, september 2012

Questa l’introduzione di un dettagliato rapporto pubblicato a settembre da HEAL Africa, l’organizzazione congolese di cui l’ospedale di Goma fa parte, che sta lavorando per eliminare i problemi legati alla salute, alla povertà e all’oppressione delle donne. I civili – si legge nel rapporto – sono diventati i principali responsabili di violenza sessuale. Durante la prima metà del 2012, HEAL Africa ha registrato nel Nord Kivu , 2.517 sopravvissuti alla violenza sessuale e di genere. Tra questi, 2.339 sono donne e 178 sono uomini. In tutti questi casi, il numero totale di autori è 2134. (cit.)

Il progetto “9 Lune” si sofferma solo su uno degli Effetti Collaterali dell’abuso sulle donne in Africa: la maternità di un figlio non cercato, ma egualmente accettato dalla società tribale di appartenenza.
Un “figlio di nessuno” come la maggior parte dei figli che alimentano una comunità priva di uomini e piena di donne, sempre più spesso considerate come “merce a disposizione” anche per gli equilibri socio-culturali del villaggio.
9 Lune si sofferma sul “silenzio”, sulla “assenza”, sulla non-presenza dell’uomo fisica ma oppressione mentale del maschio artefice, al tempo “comparsa ” e non “attore”; figura nascosta ma presente; e mai responsabile.
E le donne, figlie di “nove lune”, con il solo compito di rendere vivo un Essere che andrà a riempire il già colmo campionario di Uomini.

In merito ai Premi ed Esposizioni di questo progetto vai sulla pagina dei BluePress

Il progetto “9Lune – [mAma]” è stato  realizzato nella Repubblica Democratica del Congo, Tanzania, e Mozambico

 

“Io Sono Africa” in mostra al Wartsila (Trieste)

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Locandina della mostra “Io Sono Africa”

 

Il progetto “Io Sono Africa” , racconto fotografico (phototelling) interamente realizzato nella Repubblica Democratica del Congo, narra “la storia delle emozioni” di un Mondele (Uomo Bianco nella lingua locale) che viene proiettato nel cuore dell’Africa nera, dove colori e sapori hanno dimensione nuova, odori e rumori evocano sensazioni contrastanti.
Ma dove, alla fine di tutto, si percepisce il legame atavico con la terra, una provenienza – che seppur lontana e ignota – è comunque fortemente presente nel proprio essere.

Nella serata di inaugurazione (16 maggio 2012, ore 18.30) interverrà l’autore presentato da Fulvio Merlak, Presidente onorario FIAF e Presidente della sez. Fotografia del Circolo Fincantieri Wartsila

Il racconto “Io Sono Africa” viene esposto nella Sala Mostre Fenice FIAF del Circolo Fincantieri Wartsila – Sez. Fotografia, in Galleria Fenice 2, Trieste

 

Con il sostegno di:
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Il progetto “Io Sono Africa” è stato realizzato grazie al contributo del progetto ELKAP – Electricité pour Kapanga – Fondazione SOFIA Onlus, sostenuto dalla Comunità Europea e dalla Prov. di Kapanga (RD du Congo)

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“Io Sono Africa” vince a Lucinico

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Dopo il riconoscimento al Lucca Photo Fest 2011, il progetto “Io Sono Africa” vince il 1° premio come miglior portfolio anche in occasione del 2012 – Portfolio a Lucinico (Go) a seguito della lettura e valutazione del lavoro da parte di Sandro Iovine e Laura Marcolini della rivista IlFotografo – Sprea Edizioni, e del fotografo Bruno Taddei, con la seguente motivazione:

Per il superamento della forma reportagistica a favore dello sviluppo di un’espressione più personale che trascende i luoghi e i soggetti per restituire in forma individuale un sentire più universale”.
Sandro Iovine, Laura Marcolini, Bruno Teddei – Portfolio Lucinico 2012

Il progetto andrà in esposizione a Lucinico il prossimo settembre.
Guarda il progetto “Io Sono Africa

 

“Le Merveille” – DR Congo

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Cartello all’interno del Centro Le Merveille

Centre Le Merveille - Lubumbashi (DR Congo)

“Handicap Mental est un désavantage se manifestant pour un individu par la reduction de ses facultés intellectuelles résultant d’une anomalie genetique au chromosomique, d’un accident, des suites d’une maladie grave, etc.
Elle est en mesure de vivre avec les autres à condition qu’il sort tenu compte de son rythme propre ce qui suppose des moyens spècialisès pour son èducation, son hèbergement, son travail, etc”

“L’handicap mentale è uno svantaggio per l’individuo che si manifesta con la riduzione delle facoltà intellettuali derivanti da una anomalia genetica cromosomica, incidente, dopo una grave malattia, ecc.
Lui è in grado di vivere con gli altri, a condizione si seguire il proprio ritmo, che significa significa personale specializzato per la sua educazione, alloggio, lavoro, etc”

Recita in questo modo il cartello posto all’interno dell’unica sala del Centre Le Merveille per handiccapati mentali, creato in un sobborgo di Lubumbashi – seconda città per dimensione della Rep. Dem. del Congo – da Madame Celine e marito, due persone che definirle eccezionali è poco. Il Centro si occupa di formare ed “educare” una ventina di ragazzi di ogni età, prevalentemente soli, abbandonati dalle loro famiglie ai primi segni della malattia.
Io ho avuto modo di stare con questi ragazzi per un settimana, e con loro mi sono divertito un sacco.

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Alcuni ragazzi del Centro Le Merveille – Lubumbashi (DR Congo)

Li voglio raccontare in questo modo: semplicemente normale e forse pure inutile.
Avrei voglia di poter conoscere i loro desideri e poterli narrare, i loro sogni, il loro progetti: perché tutti questi ragazzi hanno dei progetti!
Ed alcuni di loro sapranno come realizzarli ed avranno occasione di farlo.

Molti altri no.

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Le Merveille è un progetto ancora aperto.
Sei interessato nel sostenerlo? Scrivimi per maggiori informazioni

“Shella Bazar” – Cherrapunjee (India)

 

Vi sono mille porte per entrare in India.
Ma nemmeno una per uscirne. (Ferdinand de Lanoye)

Accade, In India, che tu possa attendere ore prima di attraversare una strada di città senza che nessuno si fermi per lasciarti passare.
E non si tratta di scortesia o maleducazione!
Semplicemente tu potresti essere li per mille altre ragioni; anche per il solo gusto di contemplare il traffico.

Il mercato di Shella è una di queste rappresentazioni: mille persone che vanno e vengono, ognuno di loro concentrato nella propria anima, intenti a vendere e comprare merci di ogni genere.
Gente di ogni dove, le quali dopo ore di cammino lungo strade e pendii di una impervia valle dove i monsoni si ritrovano per fare festa, scambiando parole e suoni in dialetti antichi.
E non ci sono bambini, adulti, o anziani: ci sono solo Persone; ognuna con la sua merce da vendere a Shella e poi, raccolto il danaro, spenderlo per comprare a Shella. Un baratto moderno dal sapore antico.
A fine giornata si torna a casa, e si attende un altro mese prima di incamminarsi verso il Shella Bazar di Cherrapunjee.

Il progetto “Shella Bazar” è stato realizzato nella stagione dei monsoni tra i monti di Cherrapunjee (Meghalaya, India) nel giugno 2011.

 

 

Premio del Pubblico al 2°MeetingClick 2011

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Mfan Forrest – Cameroon 2010

 

La fotografia “Mfan Forrest”, realizzata nel mese di febbraio 2010 nella foresta di Mfan, Akonolinga (Cameroon) ha ricevuto il Premio del Pubblico al 2° Concorso di Fotografia Meetingclick, concorso svolto all’interno della manifestazione Roiano d’Autore 2011.

Il tema di questa edizione del concorso è stato “Terra e Acqua” che prevedeva inoltre una esposizione sul tema per gli autori partecipanti al concorso.

 

“Io Sono Africa” su OneLife 2011

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Donna alla maternità di Ntita – Kapanga, DR Congo 2011

 

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Never Has Photography Been More Vital…
…to communication than in this digital age, where information is disseminated with such remarkable speed.
It is great reverence for the history of the printed image that we are delighted to present this publication, paying homage to the unbridled power of photography by featuring the top photographers of the 2011 One Life Photography Competition.

Il progetto “Io Sono Africa” presentato al One Life Photography Competition 2011 è stato selezionato dalla giuria internazionale e pubblicato sul volume OneLife 2011 – Stories Told Through Photography

 

“Io Sono Africa” vince a Lucca

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Il progetto “Io Sono Africa” è stato presentato in lettura portfolio in occasione del Lucca Photo Fest ad una commissione composta da importanti nomi della fotografia e dell’editoria internazionale.

A seguito della lettura e valutazione, Sara Munari e Gabriele Croppi per conto dell’Istituto Italiano di Fotogorafia (Milano) hanno designato il progetto “Io Sono Africa” come il migliore tra quelli presentati con la seguente motivazione:

Per la capacità di interpretare in modo maturo un tema così complicato in un luogo così impervio.”
Sara Munari, Gabriele Croppi – Lucca PhotoFestival 2011

 

Autore del’anno FIAF FVG 2011

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Premiazione Autore dell’Anno FIAF – FVG 2011

 

Il occasione del 31° Convegno Regionale FIAF, nella cornice d’eccezione del 10° Trieste Photofestival organizzato dal Circolo Fincantieri Wartsila – Sezione Fotografia, vengo nominato Autore dell’Anno FIAF – FVG 2011 a seguito della valutazione del progetto “Kapanga Life” realizzato nella Repubblica Democratica del Congo. Il progetto “Kapanga Life” verrà esposto nelle sale del 10° Trieste PhotoFestival domenica 23 ottobre 2011.

The Kapanga Life from Gabriele Orlini on Vimeo.

“Il Tallone di Ali” – Fondazione SOFIA Onlus (Teramo e Roma)

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Dopo l’esposizione a Tortoreto Lido (Te), la mostra “Il Tallone di Ali” con immagini di Gabriele Orlini e Daniela Galazzo (India) si sposta nella prestigiosa cornice del Palazzo Cesi nella Città del Vaticano (Roma).
Verranno esposti dei percorsi narrativi fotografici realizzati nella Rep. Dem. del Congo a documentare la “Vità senza Elettricità” – lavoro fotografico già premiato dalla FIAF e che ha portato alla nomina di Autore dell’Anno FIAF FVG 2011 a Gabriele Orlini; altre sulla scuola e sulla situazione sanitaria sempre a Kapanga (Congo).
Altre immagini realizzate negli stati di Assam e Meghalaya nella Repubblica di India sulle comunità cristiane e mussulmane, e sulle etnie khasis e garros del Meghalaya. Queste ultime realizzate con il contributo di Daniela Galazzo.

La mostra, presso il Palazzo Cesi in via della Conciliazione 51, Roma rimarrà aperta dalle 10.00 alle 18.00 per tutto il mese di ottobre 2011.

 

 

“Kapanga Life” – Vivere senza elettricità


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Il progetto “Kapanga Life” è un reportage realizzato per conto della Fondazione SOFIA – Salvatorian Office For the International Aid nella provincia di Katanga, regione di Kapanga, nella Repubblica Democratica del Congo nel 2011.
La regione di Kapanga, nel sud-ovest del Congo sul confine con l’Angola, occupa una superficie in chilometri quadrati poco superiore allo stato del Belgio ed è priva di centrali elettriche privando gli agglomerati urbani e villaggi dell’energia elettrica. Pur essendo una regione particolarmente ricca di corsi d’acqua utili alla produzione di energia provenienti da centrali idroelettriche, è comunque una regione completamente priva di strade adeguate al trasporto su gomma.
La poca energia prodotta proviene in prevalenza da generatori di corrente alimentati a gasolio e benzina, la quale viene acquistata sul confine con l’Angola dopo un viaggio di settimane a carico di ragazzi in bicicletta.

Il progetto “Kapanga Life” è parte del progetto comunitario ELKAP – Electricité pour Kapanga, della Fondazione SOFIA e sostenuto dalla Province du Kapanga e dalla Comunità Europea.

In merito ai Premi ed Esposizioni di questo progetto vai sulla pagina dei BluePress

The Kapanga Life from Gabriele Orlini on Vimeo.

“Bambino anch’io”

 

Non insegnate ai Bambini
Non insegnate la vostra Morale
E’ così stanca e malata
Potrebbe fare male
Forse una grave imprudenza
E’ lasciarli in balia di una falsa Coscienza.

Non insegnate ai Bambini
Ma coltivate voi stessi il cuore e la mente

Stategli sempre vicini
Date fiducia all’Amore
Il resto è Niente.

Giro giro tondo, cambia il Mondo
Giro giro tondo, cambia il Mondo
[Giorgio Gaber]

Sono solo Bambini.
Pensano già come adulti.
Sanno che il loro futuro non sarà molto diverso dal presente che li vede crescere, a fatica, a forza…
Molti di loro non conoscono le alternative, non possono scegliere perché non c’è nulla da scegliere.
Sono Bambini balzati a piè pari nel mondo dei grandi, perché qualcuno o qualcosa li hanno messi senza nemmeno chiedere loro il permesso.
Ma sono e rimangono Bambini, anche se loro – probabilmente – non lo sanno, oppure lo hanno già dimenticato.

In merito ai Premi ed Esposizioni di questo progetto vai sulla pagina dei BluePress

Il progetto “Bambino Anch’io” è stato  realizzato in alcuni stati africani ed in India.

“Io Sono Africa”

Questa è una Storia.
Come ogni storia è composta da Attimi, Momenti, Persone, e Luoghi.
Di versi tra loro ma indissolubilmente legati da sottili fili invisibili ed indivisibili.
Non è il racconto dell’Africa ma una storia di Uomini, oppure di un solo Uomo. Continue reading

byPass – The Olive Tree – Menzione al 9° TriestePhotoFestival

Fotogramma dal progetto: "byPass - The Olive Tree", Palestine 2010

Fotogramma dal progetto: “byPass – The Olive Tree”, Palestine 2010

Si è svolto nel weekend 17/19 settembre 2010 la 9° edizione Trieste PhotoFestival, manifestazione organizzata a gestita dalla sezione Fotografia del Circolo Fincantieri Wartsila di Trieste, appuntamento ormai tradizionale legato al prestigioso Premio Città di Trieste al Reportage.

All’interno della manifestazione si sono svolte le attività di Lettura Portfolio con lettori d’eccezione quali: Silvano BICOCCHIGuido CECEREMaria Teresa CERRETELLITullio FRAGIACOMOCristina PAGLIONICO.

Il progetto “byPass – The Olive Tree” realizzato a cavallo tra il 2009 e 2010 nei Territori Occupati Palestinesi ha ricevuto una Menzione d’Onore per la qualità del reportage, per il tema trattato e la sua modalità.

In merito ai Premi ed Esposizioni di questo progetto vai sulla pagina dei BluePress